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Emergenza Covid19 #IO RESTO A CASA

Cari tutti,

come ormai noto a tutti siamo in piena emergenza a causa di questo virus, che ha in qualche modo cambiato le nostre vite. Anche le cose che facevamo normalmente non ci sono più concesse: la palestra, andare a correre, passeggiare con gli amici, aperitivi e cene, l’ appuntamento dal nutrizionista, e chi più ne ha più ne metta…

Ma prima o presto torneremo alla normalità, avendo imparato ad apprezzare la quotidianità e le piccole cose!

Per tale motivo amici, non scoraggiatevi! Cercate di trovare la forza di andare avanti anche quando e se la vostra testa vi suggerisce di mollare!

Mi riferisco soprattutto ai miei cari pazienti che in questo periodo non riuscirò a ricevere nel mio studio per la consueta chiacchierata e ai quali non potrò dare fisicamente il mio supporto morale!

Sappiate che comunque sarò sempre a vostra disposizione, anche se solo telefonicamente o via whatsapp (come sempre), e per chi lo vorrà o ne sentirà l’esigenza possiamo organizzarci, in questo periodo di emergenza, con videochiamate o altri mezzi on-line per un supporto più ravvicinato.

Certa di rivedervi presto vi dico semplicemente TUTTO ANDRA’ BENE!

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Allergie e Intolleranze Alimentari

Allergie ed intolleranze alimentari

Le più comuni tra le intoleranze, come riconoscerle

La gran parte delle persone può mangiare una grande varietà di alimenti senza avere alcun problema, a differenza di altre che, in seguito all’ingestione di determinati alimenti, possono avere reazioni negativi i cui sintomi variano a seconda della quantità e della qualità del cibo ingerito.

L’ allergia alimentare è una reazione immunitaria in seguito a ingestione di uno specifico alimento o di alcune sostanze in esso contenute. Tale reazione si esplica con la formazione di anticorpi specifici chiamati IgE, che hanno il compito di difendere l’organismo da ciò che esso riconosce estraneo. L’interazione tra anticorpo e allergene provoca la liberazione di Istamina, sostanza responsabile di tutte le reazioni allergiche. I sintomi di una reazione allergica sono: prurito e gonfiore alle labbra, al palato e alla gola; una volta nello stomaco e nell’intestino l’alimento incriminato può provocare nausea, vomito, crampi, gonfiori addominali, flatulenza, diarrea.  Spesso si hanno reazioni cutanee come orticaria, angioedema o eczemi, sintomi a carico dell’apparato respiratorio (asma e rinite), oppure cefalea ed emicrania.

Nei casi più gravi, fortunatamente rari, si possono avere difficoltà respiratorie, bruschi abbassamenti di pressione arteriosa, perdita di coscienza e in alcuni casi morte. In questi casi si parla di shock anafilattico, che compare entro un’ora dall’ingestione dell’allergene e che richiede sempre un ricovero ospedaliero urgente.

Gli alimenti che più frequentemente causano allergia sono il latte vaccino (proteine del latte come la caseina), le uova, la soia, il grano, i crostacei, la frutta, le arachidi e vari tipi di noci.

L’ intolleranza alimentare è una reazione indesiderata scatenata dall’ ingestione di uno o più alimenti (sostanze attive) oppure da disfunzioni/disturbi a carico dell’apparato digerente (intolleranze enzimatiche e intolleranze farmacologiche).
Tale reazione è dose-dipendente e, a differenza delle allergie alimentari, coinvolge il metabolismo ma non è mediata da meccanismi immunologici.

L’intolleranza alimentare è di difficile individuazione in quanto si manifesta con l’insorgere di sintomi spesso sovrapponibili a quelli delle allergie alimentari.

Mentre i soggetti veramente allergici devono in genere eliminare del tutto il cibo incriminato, le persone che hanno un’ intolleranza possono spesso sopportare piccole quantità dell’alimento o del componente in questione senza sviluppare sintomi. Fanno eccezione gli individui sensibili al glutine e al solfito.

I principali responsabile di intolleranze alimentari sono il lattosio ed il glutine.

L’ intolleranza al lattosio si verifica quando l’attività dell’enzima lattasi, responsabile di scomporre il lattosio in zuccheri più semplici (galattosio e glucosio), è ridotta; per tale motivo il lattosio non viene scomposto e viene trasportato nell’intestino crasso dove viene fermentato dai batteri presenti, determinando sintomi come flatulenza, dolore intestinale, diarrea.

La quantità di latte e latticini tale da determinare sintomi di intolleranza è molto variabile. Molti soggetti che hanno una ridotta attività intestinale della lattasi possono bere un bicchiere di latte senza alcun problema. Analogamente, i formaggi stagionati, che hanno un basso contenuto di lattosio, e i prodotti a base di latte fermentato, come lo yogurt, sono in genere ben tollerati. Questo potrebbe spiegare l’ampio consumo di prodotti a base di colture di latte e di yogurt nelle regioni del mondo in cui la carenza di lattasi è più diffusa. Inoltre, l’introduzione costante di cibi contenenti lattosio nell ’ambito dei pasti induce un progressivo adattamento e la riduzione della quantità totale di lattosio ingerita in un solo pasto può migliorare la tolleranza negli individui sensibili.

L’ intolleranza al glutine, generalmente chiamata celiachia, è una disfunzione dell’intestino che si manifesta quando il corpo non tollera il glutine, proteina presente nel grano, nella segale, nell’orzo e nell’avena. Tale intolleranza può essere permanente e diagnosticata a qualsiasi età.

Intolleranze alimentari

Generalmente se una persona celiaca consuma un alimento contenente glutine, le pareti dell’intestino tenue vengono danneggiate e si ha una riduzione della capacità di assorbimento di nutrienti essenziali quali grassi, proteine, carboidrati, vitamine e minerali. Tra i sintomi ricordiamo diarrea, dolori addominali e debolezza dovuta alla perdita di peso; nei bambini si può anche avere una crescita insufficiente.

Attualmente l’ unico rimedio per i pazienti celiaci è quello di seguire una dieta priva di glutine; infatti, escludendo tale sostanza dalla dieta, l’intestino gradualmente si ripara e i sintomi scompaiono.

In conclusione, se da un esame/test di laboratorio si risulta essere intolleranti o allergici a qualche sostanza basta seguire pochi semplici passi:

  • eliminare la o le sostanze a cui si risulta allergici o intolleranti dalla dieta;
  • leggere attentamente le informazioni relative agli ingredienti riportate sulle etichette dei prodotti;
  • avvalersi dell supporto professionale di un nutrizionista o dietologo in modo da  non escludere alcun nutriente dalla dieta quando si inseriscono variazioni e alimenti sostitutivi.

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Respirare correttamente per perdere peso e mantenersi in forma.

simona-vignali-nutrizionista-cibo-biologico-naturale-cibo-industriale-Per dimagrire non dimentichiamo l’importanza di una corretta respirazione che riattiva il metabolismo e rende tutto più semplice!
Una condizione necessaria per non ingrassare è ovviamente il non “mangiare troppo”. Questa condizione però spesso non è sufficiente: occorre anche mangiare in modo sano, fare movimento e occorre anche evitare di “respirare troppo”!
Il ruolo del respiro nell’accumulo di grassi
Vediamo quindi brevemente il ruolo svolto dall’ iperventilazione (respirare troppo), nell’ obesità: sono numerosi i meccanismi attraverso i quali la scarsità di CO2 provocata dall’ iperventilazione e la conseguente scarsa ossigenazione dei tessuti influiscono anche sull’ accumulo di tessuto adiposo.
Innanzitutto il “respirare troppo” induce l’organismo a tenere viva la risposta adrenergica del “combatti o fuggi” in cui, in preparazione di una migliore lotta o fuga il sangue viene fatto affluire verso i muscoli, con conseguente ridotto afflusso di sangue verso gli organi della digestione. Questo effetto dell’iperventilazione è ben noto e provato da tempo.
Un secolo fa il Prof. Yandell Henderson della Yale School of Medicine aveva osservato che la mancanza di CO2, causata dall’ iperventilazione, provoca perdita di tonicità e congestione nell’ intestino. Altri ricercatori hanno constatato analoghe conseguenze negative sugli organi della digestione. Ne consegue che il cibo mangiato viene “bruciato” meno efficientemente per produrre energia, e si accumula in forma di tessuto adiposo.
L’iperventilazione provoca poi un aumento dell’obesità anche tramite vari altri meccanismi (effetti sull’ umore, sull’ appetito, sull’ efficacia del movimento fisico ecc. ecc.), pertanto, pur senza trascurare le varie concause indicate all’ inizio, mi sembra che una delle prime risposte alla domanda: ”chi vuole dimagrire cosa deve fare?” sia: “occorre non solo mangiare meno e meglio ma anche respirare meno e meglio!”
Il movimento fisico è sempre indispensabile?
Continuamente si sente parlare dei benefici che derivano dal fare movimento fisico; benefici consistenti non solo in una linea più snella ma in genere per tutta la salute dell’organismo. Tuttavia questi benefici si conseguono solo se anche mentre si fa movimento si respira “bene”, ossia respirare con il naso e a bocca chiusa, altrimenti si rischia di peggiorare la situazione di partenza.
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Convenzione CRAL V.V.F Napoli

Sono lieta di comunicarvi che da Febbraio 2015 parte la convenzione con il Corpo dei Vigili del fuoco di Napoli e durerà per tutto l’anno. Per usufruire della convenzione basterà esibire la tessera del CRAL V.V.F.  alla prima visita.
Per informazioni e prenotazioni chiama il numero 392.47.94.886 oppure compila il form per e prenota una visita Nutrizionale.

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