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Dolci e dieta – Voglia di dolce ma sono a dieta!

Dolci e dieta.

Voglia di dolce ma sono a dieta!

Come gestire la voglia di dolce quando si è a dieta

Dolci e dieta due facce della stessa medaglia o semplicemente due parole che non dovrebbero essere mail nella stessa frase? Secondo la mia esperienza, la maggior parte delle persone che decide di seguire un percorso alimentare atto a dimagrire, si trova ad affrontare il problema “DOLCI”.

Spesso si tende ad abusare di questi alimenti che non apportano nutrienti essenziali ma che in molti casi appagano  il gusto o moderano, attraverso la cosiddetta “fame nervosa”, stati di ansia o condizioni di insoddisfazione psicologica.

Ma, se il dolce viene visto come una trasgressione occasionale ad un corretto stile alimentare,  allora garantisce il naturale appagamento senza intralciare il percorso dietetico, ed incrementa il desiderio di seguirlo al meglio.

Infatti diete troppo restrittive possono influire negativamente sul comportamento alimentare e provocare squilibri nutrizionali. Ragion per cui è possibile, se non necessario, concedersi, anche se a dieta, piccole e sporadiche quantità di dolci.

Ecco alcuni escamotage per chi al dolce proprio non riesce a rinunciare:

  • budino al cioccolato: si possono utilizzare i preparati già pronti ed aggiungere latte scremato, in questo modo si uniscono le proprietà terapeutiche del cioccolato all’appagamento della voglia di dolce;
  • le mousse light: giusto compromesso tra la voglia ed il senso di colpa per avere esagerato;
  • le torte: le più raccomandate sono quelle alla frutta, meglio se fatte in casa, sostituendo il burro con olio di mais o d’oliva. Quindi via libera a mele, banane, pere, albicocche, pesche: più si abbonda con la frutta meno zucchero è necessario!
  • il gelato: meglio sceglierlo artigianale alla frutta. Un’alternativa ‘fai da te’ per un gelato light, è quella di congelare la frutta e poi frullarla: un metodo rapido e assolutamente naturale che permette di conservare tutte le vitamine.
  • il cioccolato fondente: concedendosi 1/2 quadratini di cioccolato fondente si otterranno due risultai: si appaga il gusto e si fa scorta di antiossidanti.

Dieta e dolci… come resistere

Ma frenare la voglia di dolce è possibile!

  • Aumenta il consumo di proteine. Spesso il nostro corpo esprimerà la mancanza di proteine con la voglia di dolce.
  • fai una passeggiata invece di mangiare il dessert. Se, dopo dieci minuti, vuoi ancora qualcosa di dolce, fai dei gargarismi con collutorio o lavati i denti con del dentifricio. Il retrogusto che lasciano non si abbina bene ai dolci e probabilmente la voglia ti passerà in fretta.
  • Trova delle distrazioni. Tenendo l’attenzione su qualcos’altro, ti dimenticherai in fretta delle tue voglie.
  • Sostituisci i dolci con la frutta. Lo zucchero contenuto in essa è digerito in modo diverso rispetto alle calorie vuote dello zucchero bianco. La frutta contiene fibre, vitamine, minerali, enzimi e fitonutrienti sani, ognuno dei quali aiuta a contrastare gli effetti calorici del fruttosio e del glucosio sul metabolismo. Le fibre nella frutta inoltre rallentano l’assorbimento degli zuccheri riducendo lo sbalzo glicemico. Per uno spuntino salutare e divertente puoi preparare degli ottimi spiedini di frutta ricoperti di cioccolato fondente fuso.
  • Leggi le etichette. Potresti rimanere sorpreso di quanti zuccheri contengono i cibi che mangi. Essere consapevole del contenuto zuccherino degli alimenti può aiutarti ad evitare quelli peggiori per te.

In conclusione, la regola della “giusta misura” risulta vincente in tutti i campi e sembra essere il metodo più indicato anche quando si parla di dolci e di dieta.

Leggi anche il decalogo della dieta

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Lo Zenzero e alimentazione: perfetto alleato nella perdita di peso

Lo Zenzero e alimentazione:

perfetto alleato nella perdita di peso

Lo zenzero (Zingiber officinale Roscoe) è una pianta erbacea delle Zingiberaceae originaria dell’ Estremo Oriente. La pianta di Ginger è provvista di rizoma carnoso e ramificato, contenente i molteplici principi attivi della pianta: olio essenziale, gingeroli e shogaoli (principi responsabili del sapore pungente), resine e mucillagini, e presenta in modo più pronunciato il sapore e l’aroma tipico che lo vedono ampiamente utilizzato come spezia, specie in forma essiccata e polverizzata, o fresco in fette sottili.

Lo zenzero contenente acqua, carboidrati, proteine, amminoacidi, diversi sali minerali tra cui manganese, calcio, fosforo, sodio, potassio, magnesio, ferro e zinco, vitamine del gruppo B, vitamina E e olio essenziale, gode di tantissime proprietà curative:

  • antitumorale nei casi di carcinoma del colon retto;
  • combatte la nausea (gravidanza, mal d’auto, mal di mare);
  • antibatterico: contro gastriti, ulcere intestinali causate dal batterio Helicobacter pylori;
  • stimola la digestione, combatte la diarrea e aiuta l’eliminazione dei gas intestinali;
  • antiinfiammatorio per la gola (faringiti, laringiti…);
  • antiinfluenzale: combatte febbre, raffreddore;
  • espettorante: contro tosse e catarro;
  • analgesico: combatte il mal di testa, i dolori articolari e muscolari;
  • anticoagulante: è un ottimo alleato del cuore, abbassa i livelli di colesterolo nel sangue ed abbassa la pressione sanguigna;
  • depurativo e coadiuvante della perdita di peso.
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Tra le tante proprietà benefiche dello zenzero, quella più apprezzata, specialmente dalle donne, è quella dimagrante depurativa. Infatti lo zenzero è in grado di smorzare il senso di fame grazie alla sua azione termogenica. Spesso viene utilizzato nelle diete dimagranti perchè è in grado di accelerare il metabolismo dei grassi, favorendo l’eliminazione dei lipidi in eccesso.

Per godere al massimo delle proprietà dimagranti dello zenzero, è bene abbinare un regime alimentare corretto e una giusta quantità di esercizio fisico quotidiano.

Lo zenzero agisce più velocemente se assunto fresco o sotto-forma di infuso: aggiungi lo zenzero grattugiato ai tuoi piatti per arricchirli oppure crea delle tisane tagliandolo a fettine e facendolo bollire.

A tal proposito vi suggerisco la tisana allo zenzero e limone, con azione depurativa e dimagrante:

Preparazione:

  • Portare ad ebollizione 1 litro di acqua ed aggiungere 16/18 fettine di zenzero;
  • Lasciare riposare per 15 minuti circa;
  • Filtrare ed aggiungere il succo di 1 limone;
  • Bere l’infuso (tal quale o dolcificato a piacere) 2 volte al giorno dopo i pasti principali.

Controindicazioni, effetti collaterali e interazioni dello zenzero.

Sebbene sia utile in caso di nausee, consultare il medico prima di utilizzare lo zenzero in gravidanza.

Evitare l’assunzione in caso di allergia a uno o più componenti presenti. L’allergia allo zenzero si nota con la comparsa di rossori sulla pelle ed eruzioni cutanee.

Inoltre è bene non abusare di zenzero: l’uso massiccio di zenzero infatti può provocare gastrite, ulcere e gonfiori intestinali invece che curarli.

Evitare l’uso dello zenzero contemporaneamente a farmaci antinfiammatori e ipotensivi.

Dato il suo effetto fluidificante del sangue, si consiglia sempre di consultare il medico prima di fare uso di zenzero nel caso in cui si assumono farmaci antiaggreganti e anticoagulanti (Coumadin, Cardioaspirina, ecc…).

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Nutrizione e Sport

Nutrizione e sport.

Quando si parla di alimentazione e di sport si è subito portati a pensare di dover programmare supplementi o integrazioni necessarie a sopperire ai notevoli consumi energetici superiori ai consumi medi di base. Nutrizione e sport hanno legami ben piú profondi. Questo può essere vero, ma solo se ci si riferisce al professionista sportivo, impegnato giornalmente e costantemente in allenamenti pesanti e in gare sportive ad elevato impegno energetico.

Dieta per sportivi.

Per gli sportivi dilettanti non è importante aumentare le quantità di alimenti da introdurre per compensare i consumi extra, ma è importante incrementare l’attività fisica quotidiana per bilanciare l’assunzione di energia introdotta soprattutto con alimenti ad alta densità energetica.

D’altra parte quasi tutti gli sportivi considerano l’alimentazione un pilastro fondamentale, insieme ad allenamento e recupero, su cui basare la preparazione atletica. In particolare la dieta, attraverso gli alimenti, fornisce le molecole utili per svolgere le funzioni fisiologiche, promuovere l’incremento della massa muscolare,  ottimizzare il lavoro fisico e reintegrare le perdite dovute allo stress fisico e mentale dell’atleta.

Le attuali raccomandazioni dietetiche per atleti e sportivi in genere, coincidono, in gran parte, con le indicazioni elaborate per la popolazione in generale; gli elementi che si discostano da tali linee guida riguardano essenzialmente tre aspetti:

 

        • variazioni calorico-energetiche che possono caratterizzare i vari momenti della stagione agonistica;
        • apporto idrico ed elettrolitico adeguato;
        • organizzazione temporale e composizione dei pasti nell’arco della giornata.

In generale per sostenere le migliori performance atletiche sono indicate diete ad alto contenuto di carboidrati, basso contenuto di lipidi e moderato consumo di proteine. questi obiettivi sono raggiungibili attraverso un piano alimentare equilibrato e variato, i cui i principali componenti degli alimenti, cioè carboidrati, lipidi e proteine sono presenti in proporzioni ben definite.

CARBOIDRATI

I carboidrati rappresentano il carburante principale per l’attività fisica, soprattutto per esercizi aerobici e ad alta intensità. L’equilibrio tra i vari nutrienti deve essere tale che i carboidrati rappresentino il 55-70% della calorie totali giornaliere. Una dieta a basso contenuto di carboidrati compromette rapidamente le riserve energetiche necessarie per un’intensa attività fisica o allenamento regolare, in quanto sono utili per “risparmiare le proteine”, ma anche come base per il consumo degli acidi grassi. Escludere dalla dieta tali elementi, porta l’individuo ad allenarsi in uno stato di relativa riduzione di glicogeno muscolare, condizione che può causare un forte senso di stanchezza. In ogni caso, il fabbisogno giornaliero di carboidrati non è uguale per tutti, ma è strettamente legato al tipo di sport praticato, e quindi dipende dall’intensità e dalla durata dell’esercizio che l’atleta deve sostenere.

PROTEINE

Dal punto di vista metabolico le proteine hanno un doppio ruolo: plastico ed energetico. In particolare svolgono un ruolo energetico quando le richieste di energia da parte dell’organismo non sono soddisfatte dai livelli di carboidrati e lipidi introdotti con la dieta; inoltre è stato dimostrato che l’uso di proteine a scopo energetico si verifica ai massimi livelli quando gli esercizi fisici vengono svolti in uno stato di esaurimento di glicogeno. Tutto ciò sottolinea l’importante ruolo svolto dai carboidrati nel limitare il consumo proteico.

E’ abitudine diffusa tra gli atleti, sia amatoriali che professionisti, attuare un’ alimentazione caratterizzata da un introito proteico decisamente elevato che varia da 4 a 6 g/Kg di peso corporeo, spesso aggiungendo molteplici supplementazioni amminoacidiche. L’incremento del fabbisogno proteico sembrerebbe legato principalmente alla necessità di recupero e ripristino delle proteine muscolari danneggiate durante l’allenamento. In tal senso, l”assunzione giornaliera di proteine raccomandata per sportivi professionisti, in particolari condizioni fisiologiche di accrescimento e potenziamento muscolare e per le attività di elevata forza, è compresa tra 1,8 e 2,4 g/Kg di peso corporeo.

Concludendo, è possibile affermare che una dieta contenente il 10-12% di proteine può avere un carico proteico sufficiente a soddisfare un aumento nella richiesta proteica. D’ altra parte il problema che potrebbe scaturirne è che per raggiungere gli alti livelli di proteine raccomandati, si possa essere indotti a consumare grossi quantitativi di carne, con la quale si introducono nell’organismo anche grassi, purine e colesterolo. Per tale motivo si consiglia ai soggetti con elevate necessità proteiche l’utilizzo anche di integratori.

LIPIDI

Dopo i carboidrati i lipidi costituiscono la seconda principale fonte energetica impiegata da un individuo durante un esercizio fisico. I lipidi o grassi hanno la funzione principale di riserva energetica immediatamente utilizzabile dal muscolo; forniscono tra il 30% e l’ 80% dell’ energia totale per l’ attività fisica.

Tutti i grassi sono uguali dal punto di vista energetico, ma sono diversi sul piano della qualità (saturi ed insaturi) e possono avere effetti positivi o negativi sulla salute. Gli acidi grassi saturi, se in eccesso, possono provocare l’aumento di colesterolo nel sangue. Si trovano comunemente nel latte, latticini, carni grasse e derivati, tuorlo dell’uovo e in alcuni oli vegetali (olio di cocco e di palma). Gli acidi grassi insaturi, i cosiddetti “grassi buoni”, si trovano in oli vegetali, noci, nocciole olive e pesce; non comportano innalzamento dei livelli ematici di colesterolo, anzi contribuiscono ad aumentare il livelli del colesterolo “buono” (HDL) e contemporaneamente aiutano a ridurre il livello del colesterolo “cattivo” (LDL) riducendo il rischio di malattie cardio-vascolari o dismetaboliche.

Per godere di buona salute l’assunzione dei lipidi non deve superare il 25-30% del contenuto totale di energia nella dieta, privilegiando quelli di origine vegetale, fatta eccezione per alcuni tipi particolari come l’olio di palma e quello di cocco.

Concludendo, possiamo affermare che: non esistono alimenti speciali capaci di migliorare la preparazione e/o prestazione atletica, ma solo buone o cattive abitudini alimentari che condizionano l’efficienza metabolica ed il rendimento fisico ed atletico.

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Anguria e i suoi 10 effetti. Come a quanta mangiarla

effetti anguria in dieta

Anguria e i suoi effetti, come a quanta mangiarne

La pianta dell’anguria, o cocomero, iscientificamente chiamata Citrullus Vulgaris, appartiene alla famiglia delle Cucurbitaceae, il suo frutto è molto voluminoso dalla forma sia rotonda che ovale e può superare il peso di venti chilogrammi.
Le prime notizie riguardanti la coltivazione dell’anguria risalgono a circa 5.000 anni fa, precisamente in Egitto, dove, a tal proposito, sono stati rinvenuti preziosi geroglifici che testimoniano la veridicità di tale notizia; le origini della pianta, stando alla testimonianza di un esploratore di nome Livingstone, paiono però essere africane. Il periodo in cui l’anguria giunge a maturazione  va da giugno a settembre.

 

gelato anguria

10 effetti dell’anguria che a noi piacciono tanto

1. Contrasta la stanchezza e spossatezza

La discreta quantità di sali minerali presenti nel cocomero sono innanzitutto utili per contrastare il senso di stanchezza e spossatezza che frequentemente si presentano nei periodi estivi particolarmente caldi.

2. Depurante

Grazie all’alto contenuto di acqua, l’anguria è sicuramente un frutto dissetante diuretico e depurativo dell’organismo.

3. Effetto anti-invecchiamento

È inoltre ricca di carotenoidi in grado di combattere l’azione dei radicali liberi e quindi l’invecchiamento delle cellule.

4. Effetto riempitivo a costo zero 

Sebbene la sua polpa sia particolarmente dolce, l’anguria presenta un apporto calorico particolarmente basso ed è quindi indicata nelle diete dimagranti proprio per il suo effetto saziante e non ingrassante.

5. Proprietà anti-tumorali

Le proprietà più interessanti dell’anguria vanno però ricercate nella presenza di sostanze carotenoidi, prima fra tutti il licopene, che, oltre a comprovate proprietà antitumorali, sono anche in grado di combattere i tanto temuti radicali liberi.

6. Combatte la cellulite

Grazie alle sue proprietà, tra cui l’assoluta assenza di grassi, l’anguria, insieme all’ananas, è uno degli alimenti più efficaci per contrastare e combattere gli inestetismi della cellulite.

7. Pro fegato e vie respitatorie

Ricordiamo in ultimo che il cocomero ha anche proprietà benefiche e protettive nei confronti del fegato e delle vie respiratorie.

8. Ipertensione e ritensione dei liquidi

La sua polpa contiene infatti vitamine A e C, potassio, fosforo e magnesio. La presenza di vitamina C e potassio in particolare avrebbe un’azione depurativa e detossificante che rende l’anguria un frutto ideale per contrastare in maniera naturale la ritenzione dei liquidi, il gonfiore alle gambe e l’ipertensione.

9. Colesterolo

E ancora: l’anguria è ricca di citrullina, un amminoacido che assicura l’equilibrio della pressione e mantiene elastiche le pareti arteriose e sarebbe quindi in grado di prevenire l’ipertensione e le malattie cardiache. Secondo alcune ricerche, una fetta di anguria al giorno sarebbe addirittura in grado di ridurre i livelli di colesterolo nel sangue.

10. Afrodisiaco

Per ultimo ma non per ultimo! L’anguria ha anche l’effetto di migliorare le prestazioni maschili:infatti la citrullina, un aminoacido presente in buona quantità nell’anguria (soprattutto, però, nella parte bianca tra la polpa e la buccia del frutto), favorisce la vasodilatazione grazie alla produzione di arginina e di monossido di azoto.

Sai scegliere una buona anguria?



Ora  che conosciamo i principali effetti benefici di questo frutto eccezionale, non ci resta altro che fiondarci al supermercato o dal nostro fruttivendolo di fiducia per acquistare una bella anguria, ma scegliere una buona anguria non è cosa facile se non si conoscono i principali indizi che ti aiutano a riconoscerla. Grazie a questa rapida check list avrete gli strumenti giusti per riconoscere un frutto fresco e succoso e non rimarrete delusi della vostra scelta.

1. il periodo

Chi mi conosce, sa che io consiglio sempre frutta di stagione, quindi se NON vi trovate tra maggio e settembre desistete.

2. Esame visivo

La buccia deve presentarsi ben tesa e non avvizzita, provare con un’unghia a graffiarla, se si stacca la buccia facilmente è buona. Controllare il punto dove il frutto poggiava sul terreno durante la maturazione che deve essere di un colore giallo crema, attenzione se è bianco o verdastro significa che il frutto probabilmente è stato raccolto troppo presto e quindi non è maturo.

3. Esame sonoro

Provare a battere con le nocche per sentire se il suono è nitido, non deve essere sordo e per essere a maturazione giusta deve essere sufficientemente pesante considerando la quantità di acqua al suo interno.

 

Ora siete in grado di riconoscere una buona anguria, quindi non mi resta altro che augurarvi buon appetito!
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Pizza vs Mcdonalds. Il parere della Nutrizionista con valori nutrizionali alla mano

Pizza vs Mcdonald’s.

Il tono di sfida del colosso americano che ha fatto infuriare i Pizzaioli. Sfida raccolta!

Ormai non si parla d’altro. Dopo l’uscita del famoso spot televisivo della nota catena americana di “ristoranti”, i pizzaioli napoletani hanno dichiarato guerra a Mcdonald. Ma facciamo un po’ un riassunto della vicenda.

 
pizza vs mcdonalds

L’uso dei bambini, all’interno delle proprie campagne pubblicitarie, è una pratica abbastanza usuale per la multinazionale americana e, come scritto all’interno del manuale di ogni giovane pubblicista che si rispetti, fai felice un bambino e farai felice la sua mamma. Nello stesso manuale, seppur scritto a caratteri cubitali, il pubblicista di turno non ha letto il capitolo “non toccate la pizza ai napoletani”. Ed è così che nacque lo Spot Mcdonald contro la pizza. E da qui Pizza vs Mcdonalds.

Nello spot vediamo una famiglia composta da madre, padre e figlio in un posto triste, che poi scopriamo essere una pizzeria. Il cameriere è in piedi, accanto al tavolo, impaziente di prendere le ordinazioni dei clienti apparentemente indecisi. Di colpo chiede ironicamente al bambino cosa preferisce ed il bambino esclama: un Happy Meal! (traduzione letterale: pasto allegro). Improvvisamente vediamo il bimbo in un posto molto più luminoso e molto più felice, con il suo Happy meal. Una voce fuori campo conclude: Tuo figlio non ha dubbi!  Happy meal, sempre a 4 euro!

Questo in basso è lo spot di risposta Pizza vs Mcdonalds

 

Da qui parte il mio articolo da Nutrizionista e cercherò di non entrare nel merito “economico” dell’offerta che propone a 4€ un panino con Hamburger, un contorno, una bevanda, un dessert e l’ immancabile giochino. Il tutto confezionato da un packaging “americano”.

Analizziamo un po’ i valori nutrizionali della pizza (presi da wikipedia) e poi quelli di questo menù per bambini confezionato dalla multinazionale (dal sito ufficiale).

Valori nutrizionali Pizza 35,5 cm, crosta regolare

Quantità per 100 grammi
Calorie 266
Lipidi 10 g 
Acidi grassi saturi 4,5 g 
Acidi grassi polinsaturi 1,7 g 
Acidi grassi monoinsaturi 2,6 g 
Acidi grassi trans 0,2 g 
Colesterolo 17 mg 
Sodio 598 mg 
Potassio 172 mg 
Glucidi 33 g 
Fibra alimentare 2,3 g 
Zucchero 3,6 g 
Proteine 11 g 
Retinolo358 IUAcido ascorbico1,4 mg
Calcio188 mgFerro2,5 mg
Vitamina D0 IUPiridossina0,1 mg
Cobalamina0,4 µgMagnesio24 mg

Ora analizziamo i valori nutrizionali per un menù Happy meal, così come promossi dal sito di Mcdonalds

pizza vs mcdonalds

Consideriamo ora un altro aspetto del cibo “spazzatura” che tanto amiamo:

 gli hamburger di McDonald’s non si decompongono mai!

L’ultima “novità” scoperta dai media è che gli hamburger e le patatine del McDonald’s non vanno a male, anche se li si lascia per sei mesi. Questa storia è stata ripresa dalla CNN, dal Washington Post e altri media commerciali che sembrano essere rimasti folgorati dal fatto che il cibo spazzatura delle catene dei fast food non marcisce.
La cosa divertente è che l’industria salutista si era già interessata a questo argomento anni fa.

Ricordate il video Bionic Burger di Len Foley? Era apparso nel 2007 ed è stato visto 2 milioni di volte su Youtube. Nel video c’è un ragazzo che ha comprato i suoi hamburger da McDonald’s nel 1989 e dopo due decenni non si sono ancora decomposti!
Ora lui conserva un museo di hamburger non avariati nel suo scantinato.

All’epoca la storia fu completamente ignorata! Soltanto nel 2010 i media hanno dato valore a questa notizia, in seguito al video di un hamburger McDonald’s che da 6 mesi non andava a male,
Date un’occhiata al video indicato sopra e vedrete un intero museo di Big Macs e hamburgers collezionati  negli anni, e nessuno di essi si è decomposto. Ed è di particolare interesse soprattutto perché il recente “Happy Meal Project”, che verifica lo stato di un hamburger per sei mesi, ha attirato molte critiche da chi sostiene che l’hamburger va a male se gli si dà il tempo sufficiente. Questi critici ignorano evidentemente l’esistenza del museo dei burger mummificati fin dal 1989. Questa roba sembra non decomporsi mai!

E allora perché gli hamburger e le patatine dei fast food non marciscono? La risposta più facile potrebbe essere che sono fatti con talmente tanti agenti chimici che nemmeno la muffa li attaccherebbe. In parte è vero, ma non è tutto.
La verità è che molti cibi trattati non si decompongono né vengono attaccati dalle muffe, insetti o topi. Provate a lasciare della margarina fuori nel cortile e vedrete che niente la attaccherà. Anche la margarina sembra essere immortale!

Le patatine durano decenni. Le pizze congelate resistono notevolmente alla decomposizione.
Avete presenti le salsicce e le carni trattate vendute a Natale e durante le feste? Potete tenerle per anni e non andranno mai a male.
La ragione essenziale per cui le carni non si decompongono è il loro elevato contenuto di sodio.
Il sale è un grande conservante, come ben sapevano gli esseri umani che lo hanno usato per millenni. Le polpette di carne del McDonalds sono così piene di sodio che sono da considerare carne trattata, senza parlare degli agenti chimici che potrebbero contenere.

Quindi la carne non si decompone principalmente per l’ elevato contenuto di sodio, ma la domanda che mi faccio è: perché capita lo stesso con i panini? Questa è la parte che mi spaventa, dal momento che il pane naturale comincia a creare muffa dopo qualche giorno. Cosa può mai esserci nei panini della McDonalds che li preserva dalla vita  microscopica per oltre due decenni?

In realtà, se non siete dei chimici non riuscirete nemmeno a leggere la lista degli ingredienti a voce. Ecco cosa contengono i panini, così come indicato nella pagina internet (non in quella italiana) del McDonald’s:
Farina arricchita (farina di grano sbiancata, farina di frumento maltata, niacina, ferro ridotto, tiamina mononitrato, riboflavina, acido folico, enzimi), acqua, sciroppo di alto fruttosio (HFCS), zucchero, lievito, olio di soia e/o olio di soia parzialmente idrogenato, contiene il 2% o meno di: sale, solfato di calcio, carbonato di calcio, glutine di grano, solfato di ammonio, cloruro di ammonio, agenti ammorbidenti per la pasta (lattato steaorile di sodio, estere diacetiltartarico di mono- e digliceridi degli acidi grassi, acido ascorbico, azodicarbonamide, mono- e digliceridi, monocalcio fosfato, enzimi, gomma di guar, perossido di calcio, farina di soia), propionato di calcio e propionato di sodio (conservanti), lecitina di soia.

Non c’è male, vero? Soprattutto l’HFCS (qualcuno vuole il diabete?), l’olio di soia parzialmente idrogenato (causa malattie cardiache) e la lunga lista di agenti chimici come il solfato di ammonio e il propionato di sodio. Gnamm, mi viene l’acquolina in bocca solo a pensarci.

Ma la drammatica verità è che secondo me niente mai mangerà il panino della McDonald (tranne gli esseri umani) perché non è cibo!
Nessun animale normale può avere la percezione del panino McDonald’s come cibo e a quanto risulta  nemmeno i batteri o le muffe. Secondo il loro buon senso, quella è roba non commestibile. Ecco perché questi burger bionici non andranno mai a male.

tuo figlio non ha dubbi
tuo figlio non ha dubbi

E ora arrivo alla mia conclusione su questa assurda vicenda: esiste una sola specie sul pianeta terra che è così stupida da pensare che l’hamburger della McDonald è cibo. Questa specie soffre di altissimi tassi di diabete, cancro, malattie cardiache, demenza e obesità. Si tratta di una specie che sostiene di essere la più intelligente del pianeta eppure si comporta in modo così stupido che alimenta i propri bambini con agenti chimici velenosi e con questo non-cibo talmente atroce che nemmeno la muffa se lo mangia.

 Tuo figlio non ha dubbi, E TU?

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Food coach Napoli

Il food coach nasce negl’anni passati per affiancare attori e personaggi dello spettacolo con la necessità di prendere o perdere peso in un breve lasso di tempo per motivi scenici e con il minor danno possibile per la solo salute. Basti pensare a Matthew McConaughey che per girare il film Dallas Buyers Club, dove ha interpretato il ruolo di Ron Woodroof, ha dovuto perdere quasi 25 chili. I casi di ricorso a diete estremamente precoci e mirate sono molteplici, chi non modificherebbe il suo corpo per un’interpretazione da Oscar? E’ inutile dire che l’andamento altalenante del peso in modo così drastico è molto dannoso per il nostro fisico che si regge su equilibri abbastanza delicati.
Il food coach continua poi la sua carriera sempre nel mondo dello spettacolo per affiancare donne che in procinto di mettere al mondo un bambino, si scontrano con la realtà  è quella figura professionale, dotato dei requisiti
La figura del food coach si rende ormai indispensabile non solo nel mondo dello spettacolo e quello del cinema, ma anche nella vita di “noi comuni mortali” che non vogliamo rinunciare alla nostra forma fisica anche durante e soprattutto dopo periodi particolarmente stressanti della nostra vita, tipo una gravidanza, un esame, un lavoro duro.
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